FAQ
Le vostre domande... le nostre risposte...
Cos'è il CENTRO ITALIANO LOGOTERAPIA DINAMICA? Quali progetti realizza?
Il CILD è un centro POLIFUNZIONALE che risponde alle richieste (bambini o
adulti) di quanti soffrono di balbuzie, offrendo programmi di prevenzione per le
famiglie e terapia specifica adeguati all'età dei soggetti. Il centro si avvale
della collaborazione di specialisti, alcuni dei quali hanno precedentemente risolto
il problema.
Il CENTRO ITALIANO DI LOGOTERAPIA-DINAMICA, balbuzie e persona offre servizi
di alto livello professionale testati a livello internazionale.
La DIAGNOSI ed il trattamento PRECOCE sin dai primi anni di vita permettono
di seguire evolutivamente il bambino ed intervenire sino alla normalizzazione della
fluenza, prima che il problema verbale diventi un disturbo radicato del linguaggio
e della personalità.
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Chi sono i logoterapeuti e gli specialisti del CILD?
L'équipe specialistica proviene da campi scientifici diversi (logoterapia, psicologia,
psicoterapia, pedagogia, musicoterapia, arteterapia), questo permette di
affrontare il problema balbuzie globalmente, senza interventi "coreografici"
o temporanei, di facciata.
I suoi specialisti hanno negli anni acquisto un bagaglio di conoscenze ed esperienze
terapeutiche importante e privilegiata, ciascuno approfondendo tematiche differenti
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Il CILD svolge RICERCA?
Il centro svolge una costante ed approfondita RICERCA SCIENTIFICA, in sintonia
con centri di cura internazionali, ritenendo questa essenziale nel lavoro terapeutico,
ed in particolare in vista della prevenzione e diagnosi precoce del linguaggio
"a rischio balbuzie" dei bambini prima dell'età scolare.
Non è possibile proporre una terapia senza una costante, scientifica ed aggiornata
attività di ricerca.
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Definizione scientifica della BALBUZIE
Definiamo la balbuzie un disturbo multifattoriale della personalità, stratificato
a livelli, con rilevante componente psicogena e ambientale.
La balbuzie come "sintomo" rappresenta una "forma inadeguata di adattamento" per
tensioni esterne o interne all'io. L'ansia correlata si manifesta a livello globale
e personale come problema della "comunicazione" verbale, del linguaggio e della
relazione con gli altri, rinforzandosi col passare del tempo.
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La balbuzie è una malattia?
La balbuzie è un disturbo del linguaggio che si manifesta statisticamente e generalmente
tra i 3 e i 6/7 anni. I blocchi, le ripetizioni di sillabe e le esitazioni verbali
(accompagnati talvolta da apnee o spasmi della bocca), possono insorgere improvvisamente,
presentando "aumenti" periodici di frequenza legati a situazione di affaticamento,
stress e nervosismo ambientale.
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Quale significato ha la BALBUZIE nella vita del bambino?
Il linguaggio disturbato e la BALBUZIE del bambino rappresenta un segnale problematico
di difficoltà "della" relazione e "nella" relazione del bambino, a tutti i livelli
essa si organizza (personale, familiare, sociale, scolastica, ecc.).
Il bambino "sceglie" tra gli innumerevoli sistemi di comunicazione una modalità
(la parola bloccata, il linguaggio esitante) che gli garantisce una "cassa di risonanza"
sicura per attrarre l'attenzione dei genitori, per comunicare il suo stato interno,
per "dire" all'adulto di riferimento del suo fastidio riguardo eventi particolari
reali o presunti.
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Quale valore ha il LINGUAGGIO nello sviluppo del bambino?
Il linguaggio è essenziale nel processo di maturazione psico-affettiva, sociale,
cognitiva e strumentale del bambino. Esso è fattore indispensabile nella strutturazione
armonica della personalità.
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A che età si può parlare di balbuzie in un bambino?
E' frequente che il linguaggio iniziale del bambino "in fase di rodaggio" presenti
difficoltà nella produzione di suoni o sillabe, con il vocabolario o con la strutturazione
delle prime frasi. La ripetizione di parole, di sillabe, di frasi intere, esitazioni,
prolungamenti, la talvolta frequente riformulazione della frase, sono fenomeni frequenti
nelle prima fasi del linguaggio fino a 5/6 anni (periodo variabile).
Queste "fatiche verbali" del bambino sono segni discontinui presenti anche in bambini
non balbuzienti, tuttavia da tenere sotto stretto controllo.
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Perché s'inizia a balbettare? Quali sono le sue cause?
Come disturbo della relazione e della personalità, la BALBUZIE esordisce nutrendosi
di situazioni traumatiche (reali o verosimili), insieme a relazioni difficili e
precarie avvertite dalla particolarissima sensibilità del bambino nei primi anni
di vita (es. incerta strutturazione della relazione materna, anaffettività, traumi,
ecc.).
Spesso l'intervento di una situazione reattiva (trauma scatenante) rompe l'equilibrio
psicoemotivo del bambino dando alla balbuzie (sintomo) la possibilità di
rappresentare nella sfera familiare uno scompenso interno e latente della personalità
(balbuzie-sindrome).
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Esiste una differenza tra la balbuzie del bambino e dell'adolescente/adulto?
Il DISTURBO DI LINGUAGGIO prima dei 3-4 anni è molto diverso dal disturbo che si
presenta in seguito (5-6 anni) e ancora diverso dal disturbo che emerge in età adulta.
Diverse sono le strutture esterne (sociali e relazionali) ed interne (psicologiche
e personali) compromesse nel tempo e negli anni che possono "complicare" un quadro
di personale di balbuzie.
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C'è gradualità nella comparsa del disturbo? Cos'è la BALBUZIE PRIMARIA?
Parliamo di una BALBUZIE PRIMARIA, apparente e transitoria, tipica dell'età
infantile, costituita da fisiologiche e normali disfluenze e da intermittenti esitazioni
e ripetizioni sillabiche iniziali, la cui risoluzione è spontanea in circa il 65%
dei casi dei bambini in età prescolare. L'intervento preventivo indiretto
dà risultati positivi nella maggior parte dei casi.
La balbuzie primaria "è una fase, afferma il Marcelli, di ripetizione di
sillabe senza tensione spasmodica o tonica che interviene verso i 3 - 4 anni e che
con la balbuzie vera non ha alcun rapporto"
Importanti studi epidemiologici indicano tra il 3 e il 10% l'incidenza di disturbi
del linguaggio in età prescolare. Questa percentuale scende considerevolmente con
il tempo fino al 2-3 % con l'ingresso in età scolare, assestandosi in Italia sull'1,2
/1,3 % nell'età adulta.
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Cos'è la BALBUZIE SECONDARIA?
Diverso è il sintomo tipico dell'età adolescenziale e degli adulti: la BALBUZIE SECONDARIA.
Con una sintomatologia varia e "stabilizzata", con tratti anche di forte condizioidnto
personale e psicologico (ansia, insicurezza, scoraggiamento, ecc.), la sua rieducazione
impegna lo specialista in un processo di gestione del linguaggio e di recupero dell'ansia
interna e relazionale.
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La balbuzie è EREDITARIA? Esistono fattori familiari di predisposizione
della balbuzie?
Non esiste scientificamente una conferma di ereditarietà. E' possibile riferirsi
invece ad una "predisposizione ambientale-ereditaria" confermata da storie familiari
di balbuzie in circa un 1/3 dei casi. Si tratta secondo i nostri studi di eredità
non tanto della balbuzie quanto di una sensibilità accentuata del bambino verso
alcuni fattori psicologici e relazionali (ansia dei genitori, disarmonie familiari,
ipercorrettismo, genitori ansiosi pronti a correggere le naturali fisiologiche disfluenze)
dei genitori, in particolare quando questi hanno sofferto o soffrono ancora del
disturbo.
Da rilevare inoltre la trasmissione su base genetica di alcune "strutture" personali
provenienti dal genitore balbuziente (emotività, ecc.).
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Si può prevenire la balbuzie?
Attendere tempi "spontanei" di soluzione della problematica verbale (es.: "con il
tempo passa..", oppure ".. vedrà che tutto si aggiusta con la maturità...", ecc.),
affidati a considerazioni riduttive, significa perdere di vista il potenziale di
recupero che lo stesso nucleo familiareinteridntepossiede e potrebbe esprimere
se guidato opportuidntenella comprensione dei fattori normali di sviluppo delle
potenzialità espressive del proprio bambino.
Nel caso in cui si riconosca la presenza di fattori di predisposizione è opportuno
che i genitori si attivino e, adeguatamente guidati da esperti, tengano sotto controllo
la situazione per evitare l'insorgenza del disturbo.
E' opinione condivisa dagli studiosi attribuire fondamentale importanza al trattamento
precoce di bambini che presentano un linguaggio a rischio di BALBUZIE, considerando
i bisogni specifici di ogni bambino.
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Cosa mi posso attendere da un serio programma di prevenzione?
Può essere utile citare una nota studiosa del problema: "...La TERAPIA PREVENTIVA
ripara dalle reazioni dannose di altre persone; protegge il bambino dalla gente
che sta cercando di farlo smettere... Il bambino che balbetta ha bisogno di essere
protetto da ogni pressione sul suo linguaggio perché le pressioni lo fanno sentire
in ansia riguardo al parlare e quindi non fanno che peggiorare la sua balbuzie"
(Irwin, "Il bambino balbuziente", Edicart, Legnano)
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Cosa propone il CILD riguardo la PREVENZIONE?
Il piano DI PREVENZIONE PRIMARIA DELLA BALBUZIE che il CILD presenta considera
la prevenzione come intervento strutturato ancora prima del possibile intervento
correttivo, articolato in livelli di gestione e di "contenimento" del problema "linguaggio"
ancora prima quindi della sua fissazione.
Nel progetto terapeutico di prevenzione il bambino non è l'unico componente, rientrando
nel "circolo parentale" (genitori-bambino) nel quale trova ragionevolezza l'intervento
preventivo.
Il Centro propone un "COUNSELING di PSICOLOGOTERAPIA Preventiva" per GENITORI
di bambini dai 2 ai 7 anni che presentano disfluenze e blocchi iniziali del linguaggio
dentro uno standard di normalità.
L'obiettivo è quello di prevenire l'instaurarsi e il "fissars cronico del disturbo"
fonetico, insieme alla "problematica" relazionale (in famiglia, il disagio a scuola,
ecc.).
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Mio figlio ha 4 anni ha iniziato a balbettare durante l'asilo,
cosa devo fare?
Vogliamo tranquillizzare le FAMIGLIE specificando come la mancanza di scorrevolezza
e di fluidità, l'episodica ripetizione di parole, causata da una certa immaturità
della funzione linguistica, o dall'insicurezza interna legata a situazioni contingenti,
è presente occasionalmente nella maggior parte dei bambini.
Scriva pure al ns. Centro o telefoni per avere alcuni iniziali consigli.
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Il tempo "guarisce" la balbuzie?
Il vecchio adagio "col tempo passa..." per alcuni versi presenta qualche verità!
In circa il 65% dei casi dei bambini che presentano forme di "balbuzie primaria"
in età prescolare la risoluzione è spontanea, grazie anche ad un ambiente
sereno che ha evitato interferenze dannose (es. "parla piano...", "respira... prima
di parlare..", "...non correre...".
L'intervento indiretto, mai diretto sul bambino prima dei 7 anni dà risultati positivi
nella maggior parte dei casi.
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La balbuzie colpisce in particolare il sesso maschile o femminile?
I numerosi studi sulla balbuzie rilevano come importante statisticamente la prevalenza
del disturbo nel sesso maschile, che in Italia, si manifesta con un rapporto con
il sesso femminile di 1:3, 1:4.
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Quante terapie esistono? Quale il loro modello teorico?
Tra le teorie della balbuzie si possono distinguere cinque filoni della ricerca
che giustificano altrettanti modelli di terapia e di cura:
· Teorie PSICOGENETICHE-PSICOLOGICHE
· Teorie PSICOGENETICHE-DINAMICHE
· Teorie ORGANICISTE
· Teorie FONIATRICHE
. Teorie LINGUISTICHE
Tra i processi terapeutici individuiamo le seguenti categorie:
. TECNICHE LOGOPEDICHE (ortofoniche) e FONIATRICHE
· METODICA PSICOLOGICA
· METODI INTEGRATI ed OLISTICI
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Quale programma di terapia propone il CILD? Cos'è il PROGRAMMA
DELLA FLUENZA DINAMICA INTEGRATA?
Clicca "Terapia e cura" per approfondire
l'argomento.
Il PROGRAMMA della FLUENZA DINAMICA INTEGRATA realizza quelle condizioni
che preparano il soggetto a parlare creando un atteggiamento di "prefonazione" naturale
delle corde vocali che impedendo i forti blocchi in particolare all'inizio della
frase (laringospasmo) "liberano" il linguaggio attraverso la fluenza dinamica. A
differenza di altre terapie il CILD non chiede di applicare al soggetto in cura
metodi particolari, ma vuole "costruire il linguaggio" a partire dalle risorse
personali. Non proponiamo NESSUN CONTROLLO OSSESSIVO della parola che stancano portando
ad abbandonare la rieducazione.
Le tensioni della bocca, la chiusura delle corde vocali, gli sforzi nella produzione
delle parole, e le ripetizioni di sillabe o di singoli suoni, vengono attenuate
nella fase iniziale per essere rimosse attraverso una batteria di "METODI INTEGRATI
DI SOSTEGNO" del "circuito di controllo della parola" sperimentati a livello internazionale.
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Il CILD realizza un solo tipo d'intervento? La terapia della balbuzie
differisce per età?
Il Centro Italiano Logoterapia Dinamica realizza programmi di rieducazione e cura
individualizzati, valorizzando le differenze e le risorse potenziali di ciascuno.
Nessuno balbetta come l'altro! Il PROGRAMMA della FLUENZA DINAMICA INTEGRATA si
articola in MODULI di TERAPIA differenziati per età, livello di crescita e problematica
verbale.
- La cascata
- Le rapide
- Il grande fiume
- Il bruco
- La farfalla
L'intervento di "gruppoterapia", a cui si affianca nelle giornate l'intervento logodinamico
personale, mantiene il suo valore terapeutico solamente se si mantiene la differenza
tra i soggetti che partecipano ai "moduli" di logoterapia.
L'intervento terapeutico è sempre preceduta da un'attenta anamnesi personale e familiare
oltre che da una valutazione qualitativa e quantitativa del disturbo verbale.
I moduli di terapia secondo il "programma della fluenza dinamica integrata"
si svolgono in forma intensiva per la durata di 10 giorni (adolescenti ed
aldulti) o 8 giorni (bambini), seguiti da moduli di sviluppo e di crescita del linguaggio
personale). Si assicura così un costante affiancamento nel percorso di "guarigione
fonetica" insieme ad un sostegno e supporto personale.
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E' possibile la rieducazione nel bambino? Quale terapia viene proposta ai bambini?
L'INTERVENTO DIRETTO sul bambino inizia, previa valutazione e diagnosi, non prima
dei 7 anni. L'équipe impegna il bambino in GRUPPO in un percorso "integrato" di:
1. "Modellamento verbale": gestione dei blocchi verbali e recupero degli spasmi.
2. Recupero dell'ansia relazionale e delle situazioni di "pericolo" verbale.
3. Decondizioidnto psicologico.
4. Incremento comportamentale delle abilità sociali di relazione.
Il nostro programma d'intervento rieducativo per bambini d'età scolare (a partire
dalla fine del primo ciclo della scuola primaria) valorizza non solamente il potenziale
"fonetico-linguistico" nel recupero della scioltezza del linguaggio, e i tempi naturali
del bambino, ma COINVOLGE anche i GENITORI, rendendoli parte attiva ed integrante
del processo rieducativo.
Essenziale per noi è il valore "terapeutico" della struttura familiare in cui i
bambini agiranno sperimentando la scioltezza del linguaggio.
Rieducare la "balbuzie" vuol dire modificare la percezione che il bambino ha di
se stesso, della sua difficoltà fonetica, e del suo imbarazzo con gli altri. Vuol
dire creare insieme ai GENITORI quelle "condizioni ambientali e relazionali" ottimali
per il recupero della facilità verbale.
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Cosa deve fare il bambino in terapia? Cosa significa autoterapia?
INDIVIDUALIZZANDO la terapia per i bambini è indispensabile coinvolgere la sua spontaneità
e la naturale tendenza a privilegiare l'immaginario e la comunicazione attraverso
la fantasia.
TECNICHE LUDICHE E METODICHE PSICOPEDAGOGICHE, insieme ad attività di arteterapia
(costruzione e narrazione di storie, drammatizzazione, percorsi di attività grafiche
e disegno attivo, giochi verbali e di ruolo) stimolano e facilitano nel bambino
il benessere emotivo e il processo di recupero fonetico, attraverso lo scambio della
spontaneità con i suoi coetanei (gruppo).
Il bambino viene portato a utilizzare tutti i canali di comunicazione, giungendo
a rimuovere gradualmente quelle situazioni di "blocco" e/o di disagio espressivo
(a scuola, durante la lettura, le interrogazioni, in situazioni di tensione e pressione
ambientale, di fronte a persone sconosciute, ecc.) anche se lievi. Fondamentale
attenzione verrà prestata alla motivazione del bambino, in merito al processo di
terapia.
Scopo del "modulo intensivo" è quello di "aiutare i bambini ad aiutarsi da soli"
(auto-terapia) nella gestione e rimozione dei blocchi del linguaggio, con
facilità e naturalezza.
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Come parlerà il bambino dopo la "terapia della fluenza dinamica"?
Il bambino, proprio perché non si richiede un controllo ossessivo e gravoso della
parola, al termine del modulo di terapia dovrà essere in grado di gestire agevolmente
e facilmente l'impegno verbale sia nella lettura che nella relazione con gli altri.
Il piano di "esercitazioni logodinamiche" prescritte consentirà allo stesso
di far crescere (in famiglia) il livello di padronanza personale, sostituendo l'abitudine
a balbettare in maniera stabile.
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La terapia garantisce la "guarigione"?
I terapeuti del CILD diffidano da terapie "mordi e fuggi", da viaggi della speranza
e da "soggiorni estivi" di guarigione miracolosa della balbuzie.
Il Centro Italiano Logoterapia Dinamica propone un modello di terapia scientifica,
in cui ogni momento dell'intervento è strutturato, previsto e mirato.
Il bambino, l'adolescente e l'adulto che entrano in terapia realizzano un linguaggio
sciolto, libero da condizioidnti, un linguaggio in crescita costante e definitiva.
Nulla, ricorda Gregory, è possibile senza che il soggetto affetto dal disturbo
lavori duramente (accompagnato dalla famiglia, nel caso di un bambino) e con tenacia.
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Il momento più opportuno per iniziare un percorso di terapia.
Per iniziare un modulo di cura della balbuzie occorre sempre da parte del soggetto
una presa di coscienza del disturbo insieme ad una analisi/accettazione del problema
verbale (da approfondire in terapia) prima di pensare di "rimuoverlo". E' indispensabile
che il bambino, l'adolescente o l'adulto desideri parlare con facilità e sicurezza,
chieda con piena volontà di parlare come gli altri.
Sconsigliamo quindi i genitori di "forzare" il momento della terapia in presenza
di forti resistenze.
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Devo attendere che mio figlio diventi grande? Diventi più maturo
e quindi più capace di gestire la terapia?
Non sempre maturità vuol dire facilità soprattutto nella rieducazione della balbuzie,
in cui il tempo può appesantire il condizioidnto personale e le difficoltà relazionali.
Non esiste una regola se non quella della prudenza e dell'attenta valutazione
diagnostica del quadro verbale e poersonale con uno specialista.
Spesse volte il valore di un intervento in giovane età ha un significato rieducativo
e "preventivo" allo stesso tempo, evitando tutte quelle fatiche e quei condizioidnti
verbali e personali dell'età adulta.
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Quanto tempo durano i moduli intensivi di logoterapia-dinamica
integrata?
I moduli di terapia secondo il "programma della fluenza dinamica integrata"
si svolgono in forma intensiva per la durata di 10 giorni (adolescenti ed
aldulti) o 8 giorni (bambini), seguiti da moduli di sviluppo e di crescita del linguaggio
personale (cfr. i nostri programmi terapeutici) secondo le risultanze personali.
Si assicura così un costante affiancamento del terapeuta nel percorso di "guarigione
fonetica" insieme ad un sostegno e supporto personale.
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Quali differenze ci sono tra un percorso di terapia residenziale
e uno in sede esterna?
I moduli residenziali e quelli realizzati in una sede esterna (Milano, o altre città
italiane) non presentano nessuna differenza d'impostazione realizzando entrambi
lo stesso protocollo logoterapeutico.
Il periodo estivo può essere più indicato esclusivamente per il clima di tranquillità
e piena concentrazione nella rieducazione e cura della balbuzie.
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Quanto tempo è necessario perché si riacquisti la fluenza normale
ed un linguaggio sicuro?
Ribadiamo che a differenza di altre terapie il CILD non chiede (se non nella fase
iniziale) di applicare al soggetto in cura metodi particolari, ma intende "costruire
il linguaggio" a partire dalle risorse personali. Il bambino o l'adulto
che entra nel percorso logoterapico deve con noi poter "imparare a parlare".
Le esercitazioni e le sollecitazioni verbali secondo i "METODI INTEGRATI DI SOSTEGNO
DELLA FLUENZA" accompagnano per alcuni mesi il soggetto. Alla vecchia abitudine
a balbettare si sostituisce così progressivamente la nuova abitudine "verbale"
desiderata e cercata.
I tempi della "guarigione verbale" devono intendersi soggettivi dipendendo
da fattori personali (la volontà, la maturità..), ed ambientali che durante la terapia
devono essere rinforzati e sostenuti, per aiutare il soggetto nel "cammino delle
parole".
ultima modifica: 8 Ottobre 2009