I DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO
LE DISLESSIE: METODI E OBBIETTIVI
DIAGNOSI E DESCRIZIONE FUNZIONALE DELL’ARCHITETTURA COGNITIVA
Lo studio funzionale dei processi di lettura si basa sulla somministrazione di un insieme di prove della quali si conoscono i processi implicati. Questa trasparenza teorica permette di interpretare i dati all’interno di un modello di lettura normale.
Attraverso algoritmi e percorsi diagnostici è possibile giungere a definire la sindrome dislessica davanti alla quale ci troviamo e soprattutto è possibile definire dettagliatamente il funzionamento del processo di riconoscimento visivo e uditivo delle parole di ogni soggetto valutato.
La mappa cosi ottenuta delle funzioni integre e disintegrate può essere utile come base per programmare ed eseguire la riabilitazione del disturbo di lettura.
Esaminare un paziente con un disturbo di lettura non significa solamente valutare la sua capacità di lettura ad alta voce in uno o più test standardizzati ma somministrare prove per esaminare di volta in volta le varie componenti del processo. Per fare questo è necessario usare prove di lettura di parole di non-parole etc., ed è importante classificare correttamente gli errori commessi in quanto essi spesso possono permettere una diagnosi differenziale.
Gli accertamenti devono essere in grado di dare informazioni sulle caratteristiche dello stimolo che determinano gli errori di lettura e di comprensione, e molte volte è importante somministrare le stesse prove usate nella lettura anche in modalità uditiva al fine di ricavare una mappa completa dell’architettura cognitiva del paziente.
L'identificazione della sindrome, quando ciò sia possibile, ci garantisce solo che alcune compromissioni funzionali cruciali siano presenti ma non ci fornisce una descrizione completa del meccanismo di lettura del soggetto.
Il nostro obbiettivo non è semplicemente quello, quindi, di arrivare ad identificare il disturbo ma di giungere ad una descrizione funzionale dello stesso. Questo è importante non solo dal punto di vista teorico ma anche nella programmazione della riabilitazione neuropsicologica in cui il nostro staff di specialisti punta non solo al miglioramento comportamentale del paziente nell’esecuzione di un determinato compito ma anche, e soprattutto, alla modificazione di un determinato meccanismo cognitivo che nella fase diagnostica è stato identificato come causa del deficit comportamentale.
ultima modifica: 17 Febbraio 2009