DISTURBI DEL LINGUAGGIO
La presente sezione intende presentare i principali disturbi d’apprendimento. La stessa si arricchirà nel tempo di ulteriori approfondimenti e specifiche migliorando la comunicazione scientifica del centro CILD con i suoi utenti anche in ordine al progresso delle conoscenze.
DSA - DISTURBI SPECIFICI D’APPRENDIMENTO
DISLESSIA
Riportiamo una nota dell’'Associazione Italiana Dislessia e della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza a riguardo:
“La dislessia non è un disturbo la cui causa risiede in problemi di tipo relazionale o psicologico, non dipende cioè da alterazioni o distorsioni dei rapporti con le figure genitoriali. Una mole sempre maggiore di ricerche scientifiche indica come causa una componente neurobiologica, cioè un diverso funzionamento dei circuiti cerebrali che utilizziamo per leggere. Alla genesi del disturbo concorre una componente genetica, riconosciuta dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, perché sussiste una familiarità per disturbi di questo tipo in almeno la metà dei casi. Molti studi, peraltro pubblicati dai giornali a larga divulgazione, hanno messo in risalto anche i loci della dislessia, situati su cromosomi diversi. Eminenti studiosi definiscono la dislessia un “disturbo multifattoriale” ad indicare i due elementi citati che influiscono sulla dislessia.
La componente relazionale e psicologica può essere semmai una conseguenza delle frustrazioni cui il bambino dislessico e la sua famiglia vanno incontro quotidianamente e/o può contribuire a complicarne il quadro clinico ed a rallentarne l’evoluzione”.
Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacita e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica. Perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura, nel calcolo e, talvolta, anche in altre attività mentali.
Il bambino dislessico ha difficoltà scolastiche, che di solito compaiono già nei primi anni di scuola e persistono negli anni seguenti. Il bambino spesso compie nella lettura e nella scrittura errori caratteristici come l'inversione di lettere e di numeri (es. 21 con 12) e la sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d).
A volte non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell'alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell'anno. Può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni) e può avere difficoltà a esprimere verbalmente ciò che pensa. In alcuni casi sono presenti anche difficoltà in alcune abilità motorie (ad esempio allacciarsi le scarpe), nel calcolo, nella capacità di attenzione e di concentrazione.
Persistono lentezza ed errori nella lettura, che ostacolano la comprensione del significato del testo scritto. I compiti scritti richiedono un forte dispendio di tempo. Ha difficoltà a copiare dalla lavagna e a prendere nota delle istruzioni impartite oralmente.
DISGRAFIA o AGRAFIA
La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento che si evidenzia come difficoltà a riprodurre segni alfabetici e numerici. Riguarda il grafismo e non l’ortografia e la sintassi, tuttavia con notevoli ricadute su altre acquisizioni cognitive perché non consente la rilettura o l’autocorrezione.
La grafia del soggetto disgrafico presenta caratteristiche particolari che esprimono la difficoltà del soggetto e che possono essere ad esempio:
- Impugnatura non corretta della matita o della penna
- Mancato ausilio dell’altra mano
- Ridotta capacità di utilizzo adeguato dello spazio grafico
- Posizionamento corporeo inadeguato
- Mancato rispetto dei margini del foglio
- Spaziatura irregolare tra le parole, tra le lettere, tra una riga e l’altra
- Direzione del segno inadeguata ed inversione della direzionalità
- Difficoltà a riprodurre figure geometricheMacro e micrografia alternata
- Mancanza di scorrevolezza della mano che impedisce il controllo visivo di chi scrive ed interferisce sulla legatura delle lettere
- Pressione della mano troppo debole o troppo forte
- Disuguaglianza ritmica che si manifesta con tratti scritti con eccessiva velocità ed altri con estrema lentezza
Nel meccanismo della scrittura interviene da un lato la comprensione del valore simbolico dei segni tracciati; dall’altra, come attività prattagnosica complessa, si esige orientamento e strutturazione nello spazio, successione e distribuzione nel tempo.
Anche lo sviluppo del linguaggio interviene nel quadro disgrafico, infatti la fluidità del linguaggio e in particolare la scioltezza in ortografia facilitano l’andamento della scrittura. l termini AGRAFIA e DISGRAFIA, vengono comunemente utilizzati come sinonimi ed indicano disordini circoscritti alla scrittura di parole e sono spesso associati ai disturbi della produzione orale (afasie).
Le cause possono essere diverse. Solitamente sono disordini conseguenti a patologie cerebrovascolari, a traumi cranici, a malattie demielinizzanti, degenerative o neoplasie.
Le disgrafie sono suddivise dagli specialisti in centrali e periferiche.
AGRAFIE CENTRALI
- Agrafia lessicale: è compromessa la procedura lessicale, per questo il soggetto utilizza solo la procedura fonologica; scrive come pronuncia le parole, commettendo errori nella scrittura di parole irregolari. Questo disturbo è molto evidente nelle lingue in cui non c’è corrispondenza tra fonema e grafema, come ad esempio la lingua inglese, dove il soggetto con agrafia lessicale scriverà ad esempio "faiv" invece di "five" (pronuncia orale).
- Agrafia fonologica: è compromessa la procedura fonologica; il soggetto ha difficoltà a scrivere le "non parole", cioè parole senza senso.
- Agrafia profonda: il soggetto commette errori semantici, per questo ad esempio, invece di scrivere "tempo" scrive "orologio", oppure invece di scrivere "tavolo", scrive "armadio".
AGRAFIE PERIFERICHE
Nelle disgrafie periferiche il soggetto compie errori di sostituzione o di assemblaggio (scambio di lettere), omissione, trasposizione di lettere, o errori nel carattere delle lettere.
Diversi sono le forme di agrafie periferiche:
- Agrafia da neglet: il soggetto commette errori quali l’amputazione o sostituzione dell’inizio della parola o della parte sinistra del grafema, ad esempio nello scrivere la N, amputa la parte iniziale della lettera e scrive V.
- Agrafia aprassica: si tratta di un disordine gestuale che investe la possibilità di realizzare gesti complessi per scrivere una singola parola (disturbo del movimento volontario).
- Agrafia ideatoria: incapacità di scrivere lettere e parole sotto dettatura, mantenendo tuttavia la capacità di copiatura corretta.
- Agrafia spaziale: il paziente tende a scrivere a margine del foglio, spesso in alto a destra, o a scrivere non con orientamento standard ma leggermente ruotato, o eludere alcune parti, o scrivere senza rispettare gli intervalli, ad es. PA N E, invece di PANE.
* Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come sostitutive dell'atto medico e/o specialistico.
ultima modifica: 1 Ottobre 2008