FISIOLOGIA E FONAZIONE
LINEE ATTUALI DELLA NEUROPSICOLOGIA

La mappa del cervello
esplori le aree cerebrali attraverso la mappa interattiva fornita dal link
A integrazione delle tematiche in oggetto nella sezione "GENETICA e BALBUZIE"
presentiamo le linee attuali della neuropsicologia in particolare soffermandoci
sul dibattito relativo alle funzioni delle aree corticali del linguaggio
e sulla realizzazione del linguaggio articolato.
- La ricerca attuale ha ripensato il modello tradizionale d'interpretazione delle
aree cerebrali, un modello gerarchico, che distingue un emisfero sinistro "maggiore-dominante",
e un emisfero destro "minore". A seconda del compito da affrontare la neuropsicologia
considera la temporanea dominanza dell'emisfero competente.
- I dati recenti tendono
verso un modello caratterizzato da una specializzazione funzionale che divide
le competenze tra i due emisferi secondo la natura del materiale da elaborare: così
all'emisfero sinistro (si veda oltre) sono affidate attitudini particolari per l'elaborazione
del linguaggio, mentre il destro manifesta specifiche competenze nell'elaborazione
dei dati spaziali, nella percezione musicale e nell'emozione, implicato anche nell'attività
onirica. In particolare l'emisfero destro deputato alla percezione delle forme,
elabora l'informazione che riceve sintetizzandola secondo una modalità
olistica (globalista-simultanea).
- L'emisfero sinistro, quello della
parola articolata, della matematica e dell'astrazione, elabora invece su un piano
analitico-successivo consistente nella scomposizione dell'informazione
nei suoi elementi base e nell'analizzare successivamente le relazioni intercorrenti.
Il linguaggio analogico (non verbale) che deriva dall'attività dell'emisfero
destro sovrintende all'immaginazione fantastica, alla creatività, all'intuizione,
alla percezione visiva e olfattiva, alla comunicazione e alla gestualità
corporea.
- Nella prospettiva moderna della specializzazione interemisferica,
a nostro parere molto accreditata, l'emisfero sinistro è competente ed efficace
nel linguaggio (comprensione e produzione) perché il suo modo di elaborare
analitico è particolarmente adatto al materiale verbale (come catena
di elementi (singoli fonemi, parole, frasi), successivi nel tempo (linguaggio parlato)
e nello spazio (scrittura), i cui rapporti devono risultare significativi.
- L'introduzione
di esami strumentali con le tecniche di neuroimmagine (soprattutto PET e fMRI),
ausilio anche per la diagnosi, hanno confermato e precisato la teoria di Broca
secondo cui l'area del lobo frontale di sinistra era la "sede" del linguaggio articolato.
Il neurologo e antropologo francese Pierre Paul Broca sulla base di dati empirici
aveva stabilito che una funzione mentale era localizzata nella corteccia cerebrale,
e che questa localizzazione riguardava solamente un emisfero, quello sx. Questa
asimmetria funzionale tra i due emisferi venne dal francese, ma non solo, presto
messa in relazione con la lateralità (preferenza manuale a destra o sinistra).
-
L'area di Broca nel lobo frontale di sinistra dei destrimani si "attiva" non solamente
quando parliamo, ma anche durante qualsiasi compito linguistico compresa la lettura.
Un'attivazione di minore entità è presente anche nella regione corrispondente
dell'emisfero destro. Questa asimmetria si inverte in una certa percentuale di soggetti
mancini.
Le ricerche sul CERVELLO DIVISO (mancanza del corpo calloso (agenesia)
che costituisce la principale via nervosa di comunicazione tra i due emisferi) hanno
permesso inoltre di approfondire le conoscenze sul funzionamento della mente confermando
l'esistenza di specifiche differenziazioni tra le funzioni cognitive degli
emisferi cerebrali sinistro e destro dell' uomo.
- Riferendosi a casi di soggetti privi di una diretta connessione interemisferica,
i neurofisiologi, ricordiamo il nobel R. Sperry, hanno individuato differenziazioni
funzionali specifiche riguardo aspetti dell'operare cognitivo e prussico -operativo.
E' stata confermata la teoria secondo cui l'emisfero sinistro e' parlantee
il destro e' silente. Oltre l'area di Broca, l'altra area, detta di
Wernicke (situata nel lobo temporale) sviluppata anch'essa nell'emisfero sinistro
assume compiti di tipo associativo che facilitano la comprensione. Gli studiosi
la ritenengono deputata a realizzare una sincronia tra i dati percepiti e l'evocazione
dei dati mnestici acquisiti, determinando in tal modo una interferenza della memoria
nel riconoscimento per confronto delle informazioni percettive.
- Esistono quindi
nell'emisfero sinistro centri cerebrali implicati nella comprensione del linguaggio
parlato (area di Wernicke - patologia sordità verbale) e nella
lettura (area di Déjerine - patologia cecità verbale),
e zone corticali che permettono l'espressione del linguaggio articolato tramite
la parola (area di Broca - patologia anartria) e la scrittura
(area di Exner - patologia agrafia).
- Queste specializzazioni che
agiscono sul riconoscimento e la verbalizzazione sono chiaramente lateralizzate
a sinistra, mentre sulla scorta delle analisi dei flussi sanguigni ottenute con
la strumentazione NMR e PET non si evince alcuna corrispondenza simmetrica nell'
emisfero dx di tali aree funzionali.
- L'emisfero sinistro viene ritenuto più
disposto nello sviluppo di percorsi e strategie di ricerca cognitiva stabilendo
relazioni logico-spaziali capaci di finalizzare la memoria anticipando una risposta
sulla base di notizie e conoscenze acquisite.
- Oltre il corpo calloso
che mette in comunicazione i due emisferi cerebrali, esistono all'interno di ogni
emisfero dei fasci di fibre chiamate intraemisferiche che collegano
diverse aree corticali. Esistono quindi da un punto di vista neurofisiologico circuiti
funzionali trasversali alle diverse aree, che si attivano coinvolgendo questa o
quell'area (zone di convergenza) in maniera non esclusiva.
Da un punto di vista clinico la tesi classica di Broca secondo cui emisferi
sono "perfettamente simmetrici da un punto di vista anatomico" è stata non
confermata. Infatti la Scissura di Silvio è generalmente più lunga
a sx, ma in particolare il planum temporale, appartenente all'area di Wernicke
copre una superficie più estesa a sx che a destra (dalle ricerche in circa
il 65%). Tuttavia le misurazioni (in seguito analizzeremo le conclusioni a tale
proposito della dr. Foundas accreditando l'ipotesi del legame della balbuzie con
la forma dell'area del linguaggio) a nostro parere non consentono di sostenere
se le differenze anatomiche sono causa o conseguenza della dominanza a sx del linguaggio
e pongono altresì il problema della cronologia di questa differenziazione
morfologica (fin dalla ventinovesima settimana è possibile riscontrare nell'encefalo
del feto un'asimmetria di sviluppo).
Il diversi livelli della lingua, fonetico (pronuncia dei vari suoni delle
sillabe e delle parole), grammaticale o morfologico e sintattico (connesso alla
corretta disposizione delle parole all'interno di una frase) sembrano, secondo le
visualizzazioni mediante PET (tomografia ad emissione di positroni) riferibili a
regioni cerebrali diverse. Un gruppo di ricercatori e docenti della Facoltà
di Psicologia dell'Università Vita - Salute del San Raffaele di Milano ha
individuato le regioni che presiedono a queste diverse facoltà linguistiche.
Viene confermato il ruolo centrale dell'area di Broca localizzata nella parte centrale
dell'emisfero cerebrale sinistro, tuttavia esistono specializzazioni neuronali diverse
che controllano gli aspetti fonetici, morfologici e sintattici.
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COME PRONUNCIAMO UNA PAROLA UDITA?
La meraviglia del linguaggio rappresenta il risultato sinergico e sinfonico di una
molteplicità di strutture anatomiche e funzionali dall'estrema complessità.
Nel caso della parola udita il segnale sonoro codificato dal punto di vista nervoso
giunge all'area primaria uditiva , interpretato dall'area di Wernicke dove acquista
significato. Tale rappresentazione semantica viene trasferita attraverso il fascio
arcuato nell'area di Broca dove si attiva il programma neuromotorio necessario
alla sua articolazione, garantita dall'azione della corteccia motoria primaria (zona
corticale prerolandica) che, seguendo la sequenza programmata, mobilizza (pronuncia)
gli organi della fonazione (bocca, lingua, laringe, ecc.)
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COME PRONUNCIAMO UNA PAROLA SCRITTA?
Nel caso della lettura il canale d'entrata è visivo. Il messaggio nervoso-retineo
giungendo all'area visiva primaria (area associativa localizzata all'estremità
del lobo occipitale) viene convertita da forma visiva (forma della parola) in forma
sonora (nell'area di Wernicke).
Il processo della pronuncia (lettura) si svolge poi in sequenza secondo le
tappe descritte per la parola udita.
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L'ARTICOLAZIONE E LA PRODUZIONE VOCALE-VERBALE
L'atto della fonazione (articolazione del linguaggio e delle parole) è
svolta da parti mobili della sezione vocale che modificando dimensioni e forma varia
il flusso della colonna d'aria in uscita. Tali organi non svolgono esclusivamente
tale funzione che hanno invece sviluppato filogeneticamente a partire da attività
fisiologiche, come la masticazione, la deglutizione e respirazione.
La loro estrema plasticità funzionale permette di realizzare modelli
linguistici estremamente vari e diversificati attraverso potenzialità articolari
estese. La stessa plasticità realizza forme di compensazione rendendo possibile
l'intelligibilità di un messaggio vocale anche in presenza di alterazioni
di tipo funzionale o organico.
Durante la produzione delle parole i modi e i luoghi di articolazioni
(cfr. oltre) cambiamo da un fonema al successivo, si influenzano foneticamente realizzando
quel fenomeno dinamico caratteristico del linguaggio che gli studiosi hanno denominato
coarticolazione.
I sistemi uditivo (feedback audiofonoarticolare) e cinestetico-tattile (feedback
propriocettivo) regolano costantemente la produzione e l'articolazione vocale
integrandosi reciprocamente.
Distinguiamo fisiologicamente nella realizzazione articolatoria:
- ORGANI ARTICOLARI primari: lingua e labbro inferiore.
- LUOGHI ARTICOLARI:
labbro superiore, arcate alveo-dentali, il palato duro, il velo. Variabilmente vengono
in contatto con gli organi articolari realizzando fonemi sia vocalici(prodotti
della vibrazione laringea e dalla posizione della lingua e dalla particolare forma
della rima buccale che determinano variazioni volumetriche del segmento sovraglottico)
che consonantici (prodotti dall'ostruzione più o meno totale
del flusso d'aria in uscita realizzati dagli organi articolari).
In particolare i suoni consonantici si realizzano:
- Dal contatto tra il labbro superiore e il labbro inferiore: P, B, M
- Dal
contatto tra la zona dento-alveolare (predorso-alveolare) e la lingua (zona predorsale-apicale):
RD, ST, ZN, L
- Dal contatto tra la zona dento-alveolare (apico-dento-alveolare)
e la lingua (apice): T, D, N
- Dal contatto tra la zona dento-alveolare (apico-post-alveolare)
e la lingua: CI, GI, SC, J.
- Dal contatto tra il palato duro e il dorso della
lingua: GN, GL.
- Dal contatto tra il palato molle o velo pendulo e la lingua
(zona dorso-base): K, GH.
I denti, intervengono non solamente nella produzione delle consonanti dentali
(T, D, N) ma anche nelle consonanti (extra-buccali - dette anche labiodentali) F,
V.
Anatomicamente e fisiologicamente riguardo la produzione delle consonanti oltre
l'organo di articolazione e il luogo d'articolazione (cfr. sopra) dobbiamo
riferirci anche al MODO DI ARTICOLAZIONE delle consonanti (con cui si realizzano).
Distinguiamo:
- Consonanti OCCLUSIVE: caratterizzato dall'ostacolo completo della cavità
orale al flusso d'aria in fase espiratoria (uscita)
- Consonanti COSTRITTIVE:
realizzate da un restringimento della cavità buccale.
- Consonanti SEMIOCCLUSIVE
E SEMICOSTRITTIVE: in cui l'atteggiamento articolare risulta intermedio tra
i primi due.
A loro volta le occlusive possono essere nasali/orali, e le costrittive vibranti
(mediane e laterali), sorde/sonore. In particolare alcune consonanti (da
un punto di vista dell'impressione sonora) si realizzano attraverso una contemporanea
vibrazione della laringe (per cui si parla di consonati sonore, B, D, M,
N, GH, GN), diversamente dalle sorde in cui manca (T, L, P, S).
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GLOSSARIO

Area di Broca
Centro corticale posto ai piedi della circonvoluzione frontale ascendente dell'emisfero
sinistro. La sua lesione o perdita funzionale è causa della perdita della
capacità di produrre il linguaggio articolato (afasia di Broca, altrimenti
detta "afasia ad emissione verbale ridotta" o afasia motrice).
Area di Wernicke
Centro della corteccia posto nella parte posteriore della prima circonvoluzione
temporale dell'emisfero sx. La sua lesione o distruzione è conseguenza del
disturbo della comprensione delle parole udite (afasia di Wernicke, altrimenti
detta "afasia ad emissione verbale fluida", o afasia sensoriale) conservando
l'articolazione della parole.
Planum temporale
Regione situata nella superficie del lobo temporale corrispondente alle zone dell'emisfero
sinistro coinvolte nella comprensione del linguaggio.
Fascio arcuato
Struttura anatomica che mette in comunicazione l'area di Broca e di Wernicke. La
sua lesione comporta nel soggetto un'afasia di conduzione caratterizzata
dalla difficoltà, nonostante la comprensione e l'articolazione, di ripetere
quello che viene detto.
Fasci di associazione interemisferica
Esistono, oltre i citati corpo calloso e fascio arcuato, vie di comunicazione specializzate
attraverso cui le aree cerebrali scambiano continuamente messaggi nervosi, elaborando
informazioni provenienti da diverse aree del cervello:
- Fascio longitudinale inferiore (temporale-occipitale)
- Fascio longitudinale
superiore (parietale frontale)
- Cingulum (temporale-occipitale-parietale-frontale)
-
Fasci uniforme (temporale-frontale)
- Legami corti
Scissura di Rolando e Silvio
Le scissure costituiscono riferimenti anatomici che permettono di distinguere su
ogni emisfero quattro lobi cerebrali: frontale, parietale, temporale e occipitale.
Il lobo frontale, particolarmente sviluppato nella specie uomo, rappresenta
anatomicamente, il contrassegno della diversità con gli altri primati.
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ultima modifica: 17 Febbraio 2009