DIPARTIMENTO NAZIONALE DI DOCUMENTAZIONE

 

MODELLI TEORICI nella BALBUZIE: orientamenti generali

MODELLI TERAPEUTICI

DIPARTIMENTO NAZIONALE DI DOCUMENTAZIONE (tesi, ricerche, consulenze, ecc.)

Il CILD ha realizzato un DIPARTIMENTO DI DOCUMENTAZIONE, luogo e spazio di ricerca, in collegamento con Centri e Fondazioni di studio internazionali per quanti, per attività di studio, consulenza o altro, vogliono riferirsi ad una banca dati sempre aggiornata e puntuale. Bibliografie, ricerche scientifiche e pubblicazioni scientifiche possono esser richieste inviando una e-mail al nostro centro all'attenzione del prof. Di Liberto Biagio.

Nella generalità tra le teorie eziopatogenetiche della balbuzie distinguiamo QUATTRO FILONI TEORICO-EPISTEMOLOGICI che giustificano altrettanti modelli terapeutici e di cura:

  • Teorie PSICOGENETICHE-DINAMICHE

1. La teorie dello shock emozionale. Queste teorie fanno risalire l’etiopatogenesi della balbuzie ad un episodio traumatico e traumatizzante il soggetto.
2. La teoria della balbuzie come conflitto appreso. Conflitto tra “approccio ed evitamento” ovvero tra il “parlare ed il non parlare”; originato dall’atteggiamento genitoriale. 
La teoria psicoanalitica
Arresto dello sviluppo psicosessuale a fasi pregenitali, con “conversione” in sintomo somatico delle emozioni anziché in sintomo psichico.

  • Teorie ORGANICISTE

La Balbuzie rappresenta la manifestazione esteriore di una lesione specifica o di anomalie del SNC nelle aree del linguaggio. Le principali sono:

1. Teoria del ritardo o alterazione dello sviluppo motorio in particolare dei centri che regolano il movimento.
2. La teoria psicosomatica di Karlin: ritardata mielinizzazione del SNC (manca il sostegno empirico)
3. La teoria della predominanza del “simpatico”: la quale determinerebbe incontrollate ed esagerate emozioni.
4. Teoria della dominanza emisferica; l’alta percentuale di mancini balbuzienti ha fatto propendere per l'ipotesi di cattiva lateralizzazione emisferica con conseguente competizione tra i due emisferi nella produzione del linguaggio.

  • Teorie FONIATRICHE

1. La teoria della prevalenza degli abduttori laringei sugli adduttori. Nella produzione del linguaggio prevalgono i movimenti abduttori che creano il prolungamento di parti dei suoni.
2. La teoria dell’insufficienza linguistico-speculativa. Il pensiero non trova la sua adeguata capacità espressiva nel tempo voluto congestionando il canale e creando disordine.

  • Teorie COGNITIVO-COMPORTAMENTALI

I principi di base sono quelli della teoria operante con integrazione degli aspetti cognitivi. Disfluenze spontanee sono tipiche dell'età infantile, scomparendo successivamente con la maturazione psicolinguistica ed emotiva. Se il bambino, di fronte alle sue normali disfluenze trova un ambiente "non accogliente" o frustrante inizierà a provare ansia. I bambini reagiscono con ansia alle disapprovazioni dei genitori trasferendo inconsciamente la carica ansiogena nell’eloquio. Da qui l’individuo con balbuzie inizia l’associazione tra il dialogo e l'ansia (logofobia), dovuta alla paura d'essere disapprovato. La paura di balbettare porta a una costante attenzione “sul come si deve dire”, piuttosto che “del cosa dire”, innescando un pericoloso circolo vizioso caratterizzato dall'eccesso di controllo fonatorio. Il mantenimento del disturbo è spiegato dal condizionamento operante: questo paradigma apprendimentale sottolinea l'importanza degli effetti del comportamento sull'ambiente. Innanzitutto il balbuziente attira l'attenzione, e spesso viene addirittura aiutato a terminare la parola o la frase. Frequentemente l'interlocutore adotta questo comportamento per “togliersi da una situazione imbarazzante”, ma così facendo rinforza il processo; un rinforzo secondario importante della balbuzie inoltre è l’evitamento delle responsabilità

Tra i processi terapeutici individuiamo le seguenti categorie:

  • TECNICHE LOGOPEDICHE E FONIATRICHE
  • METODICA PSICOLOGICA
  • METODI INTEGRATI ed OLISTICI