Metodo della Logofluenza Dinamica |
IL PROGRAMMA DELLALOGOFLUENZA DINAMICA (lD)
L'ipertensione muscolare cronica del balbuziente (legata all'ansia di parlare), lo stato di permanente allerta relazionale, le memorie negative causate dai blocchi del linguaggio nelle varie esperienze, il sentimento di frustrazione nella relazione interpersonale, ed ancora (a livello del corpo), l'aumento del ritmo cardiaco, la contrazione del diaframma, la maggiore frequenza respiratoria, la produzione "immotivata" di ormoni da stress, confermano l'appartenenza della balbuzie a quelle forme di "psiconevrosi" somatizzate in un quadro di normalità. Se questo è l'orizzonte teorico entro il quale la ricerca del CILD opera, l'approccio terapeutico non è viziato da quello strabismo di fondo che ci sembra in questi ultimi decenni aver ridotto l'orizzonte italiano della logoterapia alla semplice proposta di un ossessivo piano di esercitazioni linguistiche da fare svolgere al paziente nel tentativo di controllare e gestire le disfluenze. Chiarendo la nostra prospettiva metodologica non possiamo non interessarci dell'applicazione classica alla balbuzie di quegli elementi musicali quali ritmo, melodia. modulazione linguistica, emissione costante del fiato, svolgendo talune doverose riflessioni critiche. Gli elementi musicali rappresentano una parziale e insufficiente risorsa rieducativa, relegati unicamente nella fase iniziale del trattamento, e non sempre essenziali dipendendo dal caso e dal quadro personale del disturbo presentato. La balbuzie come incoordinazione dell'atto motorio della parola o "nevrosi motoria", accompagnata da spasmi muscolari e sincinesie, si presta frettolosamente all'intervento di base musico fonetico. A sostegno della nostra linea ricordiamo come già autori del secolo scorso intravedevano forti limiti di fondo nel , ricorso (in un chiaro orizzonte ortofonico, riduttivo per noi nel trattamento della balbuzie) all'applicazione di elementi sonori per il recupero dei blocchi verbali. Al fine di chiarire la specificità del nostro approccio e della nostra metodologia consideriamo (citando gli autori) alcuni fattori (da noi chiamati "principi classici di fluenza") di valore insufficiente a rispondere alla complessità e globalità della balbuzie, fattori, lo ripetiamo, utili solamente nella fase iniziale del trattamento (sblocco verbale). Sono principi rieducativi molto noti nella prassi clinica internazionale ed italiana per il CILD insufficienti senza quelle correzioni individuate nel nostro Programma della LOGOFLUENZA Dinamica Integrata (PLD), metodica d'elezione del trattamento della balbuzie.
FATTORI CLASSICI DI FLUENZA
In tale dibattito lo studioso A. Sala nel saggio "Cura della balbuzie e dei difetti di pronuncia" del 1922 (ed. Hoepli, Milano) individuava, tra gli esercizi di ginnastica respiratoria, di vociferazione e lettura un complesso di elementi di facilitazione del linguaggio ed esercitazioni (pag. 208, n.90), che sono stati ripresi nella trattamento della balbuzie in Italia, con forte spessore ortofonico.
LA TERAPIA della LOGOFLUENZA DINAMICA - CILDPer i terapeuti del centro CILD non viene sviluppata purtroppo da tutti gli autori presi in esame, nonostante il notevole sforzo di scientificità, la consapevolezza che "per correggere la balbuzie non basta occuparsi dell'apparecchio vocale" (equivoco intravisto dallo stesso Sala), affidata ad un semplice e riduttivo appello alla volontà e all'esercitazione indefinita, che non garantisce soluzioni durature comportando inevitabilmente il ritorno alla frustrazione del "linguaggio balbettante". Ritroviamo in altri modelli terapeutici stranieri e italiani, con integrazioni psicologiche, elementi similari di facilitazione verbale alla balbuzie. Queste sono proposte che fondandosi anche sui principi del condizionamento operante, si occupano della relazione del balbuziente:
Lontano da dogmatiche considerazioni il PROGRAMMA DELLA LOGOFLUENZA DINAMICA (PLD) realizza scientificamente quelle condizioni che preparano il soggetto a parlare creando un atteggiamento fisiologico di prefonazione naturale delle corde vocali che impedendo i forti blocchi all'inizio della frase (laringospasmo) sciolgono il linguaggio attraverso una fluenza normale e ritmata, recuperando i tempi di coordinazione dell'atto fonatorio. Viene così restituita ai distretti anatomici deputati al linguaggio una riduzione della tensione muscolare opposta alla situazione di stress verbale sperimentata dal soggetto durante i blocchi.
A differenza di altre metodiche il CILD intende costruire il linguaggio, non imbrigliarlo o modellarlo, in armonia con il potenziale della persona.
"L'unica caratteristica che avevano in comune era il fatto di non aver permesso alla balbuzie di impedire loro di parlare. Qui c'è una speranza anche per te, amico mio". (Charles Van Riper)
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