Balbuzie |
EVOLUZIONE DELLA BALBUZIEL'evoluzione della balbuzie segue di norma un schema progressivo che in linea di massima può essere generalizzato come segue:
La fluenza verbale non è una capacità genericamente collegata al pensiero, ma ne rappresenta una significativa specializzazione. E' un comportamento locutorio, osservabile e descrivibile, che dipende da una programmazione sequenzale finalizzata di atti legati alle abilità delle nostre strutture nervose in particolare del sistema extrapiramidale a livello del cervello intermedio, insieme a strutture estremamente specializzate. L'evoluzione e la maturazione graduale del linguaggio e del parlare (cfr. Sviluppo del linguaggio infantile) può attraversare per fattori fisiologici o patologici momenti di arresto o interruzione momentanea, tanto da rendere difficile per gli stessi ricercatori diagnosi sicure tra disfluenze patologiche e disfluenze fisiologiche e di sviluppo (cfr. Disfluenza normale o balbuzie?). Nelle forme fisiologiche o primarie (bambini fino a 5/6 anni) può mancare la sincronica combinazione tra la velocità di costruzione del pensiero verbale, la strutturazione linguistica e l'articolazione (a livello fonatorio) in forma di parola. Questi elementi possono presentarsi in ritardo o in anticipo reciprocamente l'uno con l'altro, rendendo faticosa la traduzione degli impulsi ideo-motori in parole.
Essa presenta un quadro sintomatologico (ripetizioni, prolungamenti di fonemi o sillabe, pause, intercisioni), e uno sindromico a livello della personalità (disagio emozionale, ansia, insicurezza) caratteristico. Utilizzando la metafora dell'iceberg così bene esemplificata dal Sheehan Stuttering Center di Santa Monica (California), rappresentiamo la complessità del disturbo caratterizzato da comportamenti verbali alterati e atteggiamenti condizionati e condizionanti il linguaggio e la personalità.
Il balbuziente è un individuo che è affetto da balbuzie, con una cornice organico - fisiologica, emotiva, di storia personale e sociale particolare che non può essere generalizzata con nessun altra "storia di balbuzie". Questo rappresenta un dato di prudenza terapeutica essenziale in vista di un percorso rieducativi. E' opinione comune e condivisa degli studiosi considerare evolutivamente nella genesi del disturbo (cfr. Balbuzie): FATTORI DETERMINANTI (organico - strutturali) - Genetici (cfr. Familiarità e balbuzie) - Acquisiti (prenatali, post-natali, in età adulta e tarda) FATTORI SCATENANTI (ambientali e funzionali) - Psico - traumatismi (di natura affettiva e relazionale) - Traumi acuti di natura organica - Sociali - Emotivo - comportamentali Riteniamo ragionevoli, alla luce della nostra esperienza di ricercatori e terapeuti, le conclusioni dello studioso Froeschels (1972) che legandosi agli studi di Van Riper (1971), ha mostrato con evidenza scientifica che la semiologia della balbuzie e i suoi sintomi segue regole determinate e in una certa misura generalizzabili:
Citiamo: Conosciamo molto di più sulla balbuzie di quanto riusciamo a capire…” (Curlee) |

