DISTURBI DEL LINGUAGGIO

La presente sezione non intende essere esaustiva dei disturbi del linguaggio, se non nella misura in cui intendiamo offrire ai nostri utenti un orientamento generale su alcune sindromi a carico della linguaggio (indicate in grassetto), della funzione verbale e dell’apprendimento, dandone una sintetica definizione. La stessa si arricchirà nel tempo di ulteriori approfondimenti e specifiche migliorando la comunicazione scientifica anche in ordine al progresso delle conoscenze.

Non necessariamente il disturbo di linguaggio è causa di un disturbo nella comunicazione. Per converso non tutti i disturbi della comunicazione presentano un disturbo associato di produzione del linguaggio.

Nei DISTURBI DEL LINGUAGGIO distinguiamo:

Disturbi strumentali

  • Sordità
  • Ipoacusia
  • Disartria - Anartria

Disturbi funzionali

  • Ritardo mentale
  • Disturbi dello spettro autistico

Disturbi specifici

  • Disturbi della voce e della parola (fonetici)
  • Sordità
  • Disturbi di linguaggio/fonologici.

 

 

 

DISTURBI DELLA VOCE

DISFONIE

La disfonia è un’alterazione della voce riguardo l'altezza, l'intensità e il timbro con un impoverimento della comunicazione, derivante da uno squilibrio del rapporto tra tono muscolare delle corde vocali, la tensione della loro adduzione (durante la fonazione) e la pressione sottoglotidea durante la fase espiratoria.

Si distinguono due forme peculiari:

  • Disfonie ipocinetiche
  • Disfonie ipercinetiche

 

 

 

DISTURBI DELLA FLUENZA - DISLUENZE

Disritmia o Balbuzie

Tumultus sermonis (farfugliamento)

 

 

 

DISTURBI DELLE FUNZIONI CORTICALI SUPERIORI

AFASIA

Disturbo acquisito del linguaggio conseguente a lesioni delle strutture cerebrali implicate nei processi di elaborazione del linguaggio. Nell’afasia la persona presenta difficoltà nell’ esprimere ciò che pensa e nel comprendere quanto viene detto da altri. E’ la conseguenza di un danno cerebrale.

AFASIA PROGRESSIVA PRIMARIA

A differenza del disturbo afasico conseguente ad un danno vascolare acuto, l'Afasia Progressiva Primaria è una malattia degenerativa, la cui causa è tuttora sconosciuta; colpisce le persone adulte ed è caratterizzata dalla comparsa lenta, ma evolutivamente peggiorativa di disturbi del linguaggio i solati. All'esordio della malattia la persona può lamentare esclusivamente difficoltà nel trovare la parola corretta (anomia), ma con il tempo l'eloquio risulta gravemente compromesso per l'uso di frasi fatte, parole passe-partout ("cosa", "roba"), fino a diventare "vuoto", privo di significato informativo e poi dissolversi progressivamente (mutismo). Compaiono anche difficoltà simili nella scrittura (errori ortografici e omissione di parole) e nella comprensione delle parole, tanto da rendere assai difficile la comunicazione. Il disturbo può rimanere isolato per alcuni anni (3-5 anni) e circoscritto alle funzioni linguistiche, ma quasi inevitabilmente si assiste ad un coinvolgimento globale delle funzioni cognitive (memoria, capacità di critica e giudizio, orientamento spazio-temporale) con conseguenze sulla qualità della vita (demenza degenerativa).

Le caratteristiche funzionali del paziente afasico posso essere:

  • Ascoltare le parole, ma non riconoscere immediatamente il loro significato.
  • Avere bisogno di tempi prolungati per recuperare nella mente le parole che vogliono esprimere; una volta recuperate certe parole e ripetute anche parecchie volte, queste possono essere di nuovo “perse” in pochissimo tempo, e recuperate dopo molto tempo con estrema fatica.
  • Avere difficoltà ad evocare il nome di oggetti dei quali conoscono l’uso corretto o di familiari, ecc.
  • Esprimersi con frasi molto brevi o parole isolate, oppure, con frasi disordinate e “giri di parole” che rendono difficile la comprensione del messaggio.
  • Articolare le parole con notevole sforzo, lentezza, e dopo lunghe pause, necessarie per superare gli inceppi per superare gli inceppi
  • Distorcere i suoni o sostituire le parole (per esempio “ombello” al posto di “ombrello” oppure “tavolo” al posto di “sedia”) a tal punto da produrre talvolta parole non riconoscibili (“cospivo” al posto di “lampada”)

 

 

DISTURBI STRUMENTALI DEL SISTEMA FONO-ARTICOLARE

DISARTRIA-ANARTRIA


Nella disartrie la compromissione della motilità dell’apparato bucco-fonatorio è dovuta ad anomalie morfologiche bucco-laringo-faringee, quali la labio-palatoschisi o labbro leporino e l'insufficienza congenita velo-faringea; altrimenti ad anomalie dell'innervazione quali paresi, movimenti involontari, o alterazioni della via nervosa motoria o dei muscoli bucco-fonatori come nelle paralisi cerebrali infantili o nelle miopatie. L’espressione verbale può essere sovente gravemente compromessa. Non necessariamente compromesso è il linguaggio interno. Risulta compromessa anche la masticazione, la deglutizione, con presenza spesso di scialorrea, la prosodia e la fluenza del linguaggio.

In base ad alterazioni fisiopatologiche si distinguono:

  • Disartrie spastiche
  • Disartrie diatoniche
  • Disartrie atassiche
  • Disartrie ipocinetiche
  • Disartrie ipercinetiche
  • Disartrie miste

 

 

 

DISTURBI DELLA VOCE E DELLA PAROLA

L’estrema plasticità motoria e sensibilità degli organi fonoarticolari che permettono il rapido e continuo cambiamento di atteggiamento nell’eloquio spontaneo, rendono conto delle varie forme di dislalia.

DISLALIE MECCANICO-PERIFERICHE

Difetto di articolazione legato ad un’imperfetta coniugazione dei pattern articolatori periferici. Si definiscono dislalie i disturbi del linguaggio caratterizzati da difetti nella produzione di uno o più suoni consonantici.

Quelli più frequentemente interessati sono s, r, sc, l.

Le dislalie meccaniche periferiche possono essere classificate, a seconda della zona in cui si verifica l'errata articolazione del fonema, in:

  • dislalie labiali
  • dislalie alveolo-dentali (Sigmatismo – Rotacismo)
  • dislalie linguali
  • dislalie palatali
  • dislalie nasali

Nelle dislalie labiali è alterata la pronuncia di /p/, /b/, /m/ e /u/.

  • Le dislalie alveolo-dentali si presentano con alterata pronuncia di /ts/, /dz/, /s/, /z/, /t/, /d/ e /l/.
  • Le dislalie linguali si caratterizzano per l’alterazione della pronuncia di /t/, /d//, /l/, /s/, /z/, /n/, /ci/, /gi/, /sc/, /j/, /gn/ e /gl/.
  • Nelle dislalie palatali è alterata la pronuncia di /b/, /d/, /g/, /k/ e /s/.
  • Nelle dislalie nasali si ha la trasformazione di /m/ e /n/ rispettivamente in /b/ e /d/.

Di particolare importanza appare l'associazione di dislalie con alterazioni dell’occlusione dentaria e con la deglutizione atipica.

RITARDI DI LINGUAGGIO

Incerta comprensione linguistica, difficile produzione e uso del linguaggio in una o più componenti linguistiche.

 

 

 

 

DISTURBI DEL LINGUAGGIO O FONOLOGICI

Nei disturbi del linguaggio o fonologici distinguiamo:

  • I primitivi o specifici (o di sviluppo) in cui non è riconscibile o riconducibile una causa apparente
  • I secondari che rappresentano la conseguenza o il sintomo di una causa chiaramente riconoscibile (deficit uditivo, ritardo mentale, psicopatologie quali mutismo elettivo, disturbi socio-emotivi, autismo, deprivazione ambientale grave, ecc.)

 

DISFASIE EVOLUTIVE

Le disfasie si riferiscono ad una serie di disturbi a carico di uno o più ambiti dello sviluppo linguistico, in assenza di deficit cognitivi, sensoriali, motori, affettivi o di carenze socio- ambientali importanti. Essi si realizzano a livello delle seguenti componenti della comunicazione verbale:

  • Comprensione o ricezione
  • Produzione
  • Utilizzo

 

 

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