BALBUZIE INFANTILE

BAMBINO NORMALMENTE DISFLUENTE

(balbuzie primaria - DISFLUENZA TRANSITORIA)

Citiamo: Conosciamo molto di più sulla balbuzie di quanto riusciamo a capire…” (Curlee)



Parliamo di una DISFLUENZA INFANTILE o BALBUZIE PRIMARIA, apparente e transitoria, tipica dell'età infantile, costituita da fisiologiche e normali disfluenze e da intermittenti esitazioni, blocchi e ripetizioni sillabiche iniziali.

La comparsa delle prime disfluenze verbali a rischio di cronicizzazione (balbuzie) si situano generalmente intorno ai tre/sei anni, periodo in cui il bambino compie uno sforzo considerevole per l'apprendimento della lingua. Dal "dominio nucleare" della parola (stadio della parola frase. "pane"...al posto di ..."dammi il pane..") verso i tre anni il bambino affronta l'esplosione della frase, e con la scuola dell'obbligo l'espansione del lessico e della sintassi con la richiesta (scolastica) di un codice linguistico elaborato rispetto al personale codice ristretto.

CILD Centro per la balbuzie infantile CILD trattamento della balbuzie infantile

La sua risoluzione è spontanea in circa il 65% dei casi dei bambini in età prescolare. L’esordio tra i 2 e i 6/7 anni di età ha una incidenza di circa il 50-55% prima del quarto anno di età e del 70-75% prima del quinto anno.

  1. Il bambino normalmente disfluente ripete di tanto in tanto le sillabe o le parole una o due volte. Le disfluenza possono includere altresì esitazioni e l'uso di riempitivi come "uh", "ehm", e starter verbali.
  2. La disfluenza si verifica più spesso in età compresa tra uno/due e cinque anni, con forti intervalli temporali. Di solito sono i segnali di tipo evolutivo della capacità linguistica e dell'abilità fonoarticolare. 

Per la studiosa L.Rustin in una ricerca condotta nel 1992 su un campione di 209 ragazzi balbuzienti, il 95% ha iniziato prima dei 7 anni, il 27 % prima dei 3 anni, e il 5% dopo i 7 anni. Si consideri come il 40-70/80 % dei ragazzi che balbettano regrediscono naturalmente verso una fluenza normale nell'adolescenza, senza alcun intervento terapico diretto.

Il rapporto tra questa percentuale e la possibilità di cronicizzare il disturbo, rende necessario professionalmente l'intervento precoce da parte di uno specialista e la prospettiva di un approfondimento dell'intervento preventivo contro l'idea comune di uno spontanea regressione, talvolta complicata da inopportuni interventi della sfera familiare e parentale coinvolta emozionalmente con il soggetto.

L'intervento precoce non riguarda solamente la diagnosi precoce del sintomo (balbuzie, disfluenze) ma deve altresì preoccuparsi del suo sviluppo nel tempo.

La possibilità di parlare non riguarda solamente la produzione di parole e la costruzione di frasi, ma anche il nesso tra pensiero e linguaggio, comprensione ed espansione progressiva del lessico e della sintassi. Riguarda ancora il reperimento del materiale verbale (memoria-associazione-parola) insieme all’organizzazione ed alla realizzazione dell’articolazione linguistica.

La disfluenza infantile è un disagio del linguaggio e della relazione che coinvolge (e talvolta travolge) non solamente il bambino ma anche chi lo ascolta. Nei bambini le esitazioni e i blocchi del linguaggio sembrano non costituire un “problema”, mentre per i genitori (ed in genere con le principali figure di accudimento, nonni, insegnanti di scuola dell’infanzia) le difficoltà linguistiche sono spesso motivo di grande apprensione e preoccupazione.

    • Diversa è la BALBUZIE SECONDARIA, nella sua fase "avanzata" e "cronica", sintomo tipico dell’età puberale, adolescenziale e degli adulti. balbuzie cronica presenta due tratti peculiari:consapevolezza della difficoltà fonetica ed ansia legata al disturbo.

La sua varia sintomatologia è accompagnata da tratti di condizionamento personale e psicologico più o meno rilevanti e significativi. La comparsa del sintomo in età tardo-puberale è da ritenersi una “presenza antica”, latente in età precedente.

L’evento balbuzie in età adulta è eccezionale, legata a traumatismi eclatanti o a patologie organiche (neurogena). La rieducazione di un quadro “cronico” ed avanzato di balbuzie impegna il paziente e lo specialista in un processo di costruzione e controllo verbale, insieme ad un "contenimento psicologoterapico" dell'ansia interna e del sentimento di inadeguatezza relazionale.